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Iniziative

Considerazioni sull’iniziativa alle Poste di L.go Preneste

Un giorno come un altro, abbiamo deciso di interrompere (anche se per poco) la normalizzazione dell’utilizzo del lasciapassare sanitario per accedere ai servizi. Abbiamo scelto le poste, luogo in cui tutt* prima o poi vi si recano, per un motivo o per un altro.

Nel primo ufficio che abbiamo incontrato c’era una lunga fila all’esterno. Le persone erano in coda da ore perché le porte si sarebbero aperte con molto ritardo, a causa della sanificazione prevista settimanalmente. Qui abbiamo aperto uno striscione che recitava “IL GREEN PASS È VIOLENZA… DIFENDIAMOCI!”, abbiamo distribuito dei volantini e raccontato al megafono perché eravamo lì.
Nel secondo ufficio alcun* di noi sono entrat* e si sono messi in fila. All’ingresso il totem delle poste chiedeva di scansionare il Green Pass. Sprovvisti del lasciapassare abbiamo ottenuto ugualmente il biglietto per metterci in fila, a condizione che il Green Pass venisse esibito successivamente all’operatore di sportello. Arrivato il nostro turno, alla richiesta di esibire la certificazione verde abbiamo risposto che non la possediamo. Gli operatori potrebbero comunque fare il servizio, ma si sono dimostrati per niente solidali e totalmente obbedienti (un dipendente ha risposto che esegue solo gli ordini dello Stato e che quindi non ha nessuna responsabilità). Ci hanno invitato ad uscire, l’abbiamo fatto solo dopo una discussione abbastanza teatrale, che ci ha permesso di rallentare il servizio. Nel mentre alcuni di noi fuori dall’ufficio hanno aperto lo striscione e le bandiere, distribuito volantini e fatto interventi al megafono. I Bancomat presenti all’esterno sono stati disattivati dalle Poste.

Siamo consapevoli che questo nostro gesto ha semplicemente rallentato il lavoro di Poste Italiane e la nostra lotta non si esaurisce qui. L’obiettivo, oltre a quello di dare fastidio, era anche quello di comunicare con le persone, di incrociare chi nella quotidianità è escluso in quanto non possiede il lasciapassare sanitario. Nei confronti di chi era in fila con il documento in tasca, per niente solidale e infastidito per il tempo perso… Bè, non ci dispiace affatto! Continueremo a esprimerci in merito a questa ennesima misura autoritaria ed escludente e continueremo a dare fastidio a chi accetta tutto questo senza problematizzare e riflettere, magari denunciando pure chi non possiede la certificazione verde, riproducendo e promuovendo così le stesse dinamiche che lo Stato ha messo in campo.
Non siamo qui a chiedere un ritorno alla normalità pre-Covid a Poste Italiane. Il significato del nostro gesto vuole andare oltre. Pure la vecchia normalità ci faceva schifo perché fatta di sfruttamento, repressione, alienazione ed esclusione.

Come già detto altrove… BOICOTTIAMO IL GREEN PASS QUINDI NON PERCHÈ CI LASCIA FUORI, MA PERCHÈ A QUEL PREZZO NON VOGLIAMO ENTRARE.