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409

L’incrocio stradale di piazza della Marranella è un luogo importante in questa città anche se non è segnalato nelle guide turistiche.
Lì si interseca la linea dell’autobus urbano 409 con il trenino delle ferrovie Roma-Giardinetti. Su queste linee viaggia la Roma popolare di oggi, una popolazione variegata, meticcia e precaria, che lotta eroicamente per la sopravvivenza ed è un pezzo delle fondamenta invisibili su cui si regge questa società. E’ un luogo importante questo crocevia perché vi scorre la vita reale.
In una città in cui gli affitti stanno a mille euro e a lavorare in cucina se ne prendono 30 al giorno, per alcuni non pagare il biglietto su i mezzi pubblici è un modo per risparmiare un poco di salario.
Per altri, approdati nella metropoli dopo lunghe traversie, privi dei documenti che permettono la libertà di circolazione, viaggiare su questi mezzi è un rischio necessario. Per loro, questo incrocio e le vie limitrofe possono trasformarsi in luoghi di caccia.
Quando la macchina mangia persone dei CPR (Centri di Permanenza per i Rimpatri) si svuota, e serve carne fresca per rimetterla in moto, è in luoghi come questo che gli amministratori di questo mondo vengono a procacciarsela.

Viaggiare è necessario, ma per alcuni può essere pericoloso. Dal 6 dicembre in tutta Italia sarà necessario esibire il Green Pass per usufruire dei mezzi pubblici.
Le forze dell’ordine hanno iniziato i controlli che si svolgono nei principali snodi del trasporto pubblico e, come abbiamo constatato, nei quartieri popolari (linee 409, 714, 38, 105). Se non hai il Green Pass ti vengono chiesti i documenti. E se non hai nemmeno quelli? Allora finisci nella rete e rischi conseguenze in base al tuo grado di precarietà sociale.
Questo punto di incrocio tra chi è privo di documenti, che sia il green pass o il permesso di soggiorno, ci dice molte cose. Ci dice che la gestione capitalista della pandemia non è un problema solo per alcuni che hanno “bizzarre idee” e poca fiducia nello Stato, ma rappresenta uno snodo storico importante. Da questa prospettiva si può facilmente prevedere la futura trasformazione della società attraverso un cambio di modello delle forme di governo e di controllo. Ciò non può essere ignorato e sono sempre più le persone che ne prendono coscienza.
Si sta affermando un modello di società in cui la cittadinanza, l’accesso ai diritti, o semplicemente la possibilità di sopravvivere hanno carattere di ricompensa a fronte di comportamenti conformi.
Viaggiare, entrare in un cinema, studiare, persino lavorare sarà una concessione da guadagnarsi. Sarà concesso se si ubbidisce al comando, si aderisce ideologicamente al sistema, si ha fede nella parola del potere e se il nostro corpo rientra nella quota utile della popolazione.
Anche la libertà di movimento è una concessione: viene negata tanto al clandestino quanto a chi rifiuta di vaccinarsi. Il primo viene posto in questa condizione per creare un mercato delle braccia disposto ad accettare le più pesanti condizioni di sfruttamento. Il secondo anche viene escluso da un
mercato del lavoro sempre più brutale, con lo stigma -per giunta- di essersela cercata, perché nella mobilitazione generale della guerra al virus chi non si vaccina è disertore, traditore, disfattista del fronte interno.
Sarà lunga.

E’ necessario organizzarsi in ogni luogo per contrastare la violenza del potere. Dobbiamo collegare i vari pezzi in lotta, unendoci dal basso per attaccare verso l’alto.
Quello che si annusa nell’aria è un risveglio delle coscienze e la voglia di cambiare la propria vita.


Dicembre 2021
Alcuni abitanti di Torpignattara

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